Cura del Pianoforte · 18 Agosto 2026

Umidità e temperatura: dove vive il pianoforte

Un pianoforte è fatto in gran parte di legno, feltro e materiali che reagiscono all’aria che li circonda. La tavola armonica, il somiere e la cassa assorbono e cedono umidità con il variare delle stagioni: è questo movimento, più della semplice età dello strumento, a determinare quanto a lungo resta stabile un’accordatura e quanto bene risponde la meccanica.

L’intervallo consigliato è un’umidità relativa fra il 45% e il 60%, con una temperatura stabile intorno ai 18-22 °C. Più del valore assoluto conta però la costanza: sono le oscillazioni rapide a fare danno, non un livello leggermente fuori scala ma stabile. Un ambiente che passa dal 30% al 65% nel giro di poche settimane sollecita il legno molto più di uno che resta stabilmente al 40%.

Dove non mettere il pianoforte

Alcune posizioni sono problematiche a prescindere dalla qualità dello strumento:

La collocazione migliore è di norma una parete interna, lontana da fonti di calore dirette e da correnti d’aria, in una stanza vissuta e riscaldata in modo regolare.

Cosa succede quando l’umidità è sbagliata

Con aria troppo secca il legno si ritira: l’accordatura cala, si possono sentire tasti rumorosi o meccanica che perde precisione, e nei casi prolungati la tavola armonica può arrivare a fessurarsi. Con aria troppo umida accade il contrario: i feltri si gonfiano, i tasti diventano lenti o restano abbassati, la meccanica si fa pigra e sui componenti metallici può comparire ossidazione.

Un igrometro da pochi euro appoggiato vicino allo strumento è il modo più semplice per accorgersene prima che il problema diventi udibile. Se i valori escono spesso dall’intervallo, un umidificatore o un deumidificatore ambiente risolvono nella maggior parte dei casi.

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