La domanda ha una risposta di riferimento — ogni 12-15 mesi per uno strumento suonato normalmente in casa — ma vale la pena capire da cosa dipende, perché lo stesso pianoforte può avere bisogni molto diversi a seconda di come e dove viene usato.
Perché un pianoforte si scorda anche se non lo si suona
È l’equivoco più comune. Le corde di un pianoforte esercitano complessivamente una tensione di diverse tonnellate sul telaio in ghisa e sul somiere. Questa tensione non è mai davvero ferma: il legno del somiere si muove con l’umidità, le caviglie cedono impercettibilmente, la tavola armonica cambia curvatura con le stagioni. Un pianoforte chiuso in una stanza per un anno si scorda comunque, semplicemente perché l’ambiente intorno a lui è cambiato.
Suonare accelera un po’ il processo, ma non è la causa principale. Per questo anche uno strumento poco usato va accordato periodicamente.
Cosa cambia la frequenza
- Stabilità dell’ambiente: è il fattore che pesa di più. Una stanza con umidità costante permette di stare tranquillamente sui 12-15 mesi; un ambiente molto variabile può richiedere due interventi l’anno.
- Quanto e come si suona: uno strumento di studio suonato diverse ore al giorno, o usato per repertorio molto dinamico, si muove più in fretta di uno suonato occasionalmente.
- Età e stato del somiere: su strumenti datati le caviglie possono aver perso presa, e l’accordatura tiene meno a lungo indipendentemente da tutto il resto.
- Uso professionale: in sala da concerto o in sala di registrazione l’accordatura si fa in prossimità dell’esecuzione, non a calendario.
I due casi che fanno eccezione
Pianoforte nuovo: le corde di uno strumento appena costruito continuano ad assestarsi per i primi anni. Nel primo anno sono normali due o tre accordature, e non è un difetto — è il comportamento atteso di corde nuove sotto tensione.
Dopo un trasloco: conviene aspettare che lo strumento si acclimati al nuovo ambiente, indicativamente due o tre settimane, e accordare dopo. Accordare il giorno stesso dello spostamento significa quasi sempre doverlo rifare.
Se sono passati molti anni
Un pianoforte fermo da parecchio tempo può essersi abbassato molto rispetto al diapason di riferimento (440 Hz). In questi casi non si torna in intonazione in una sola seduta: riportare di colpo diverse tonnellate di tensione sul telaio non è né sicuro né stabile. Si procede con un innalzamento graduale in più passaggi, a distanza di qualche settimana l’uno dall’altro.